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Il film “ Cyberbully, pettegolezzi on line”, prodotto dalla casa di produzione Muse Entertiment Enterprises e sobriamente diretto dal regista Charles Binamé nel 2011, appartiene al genere drammatico adolescenziale e tratta uno dei fenomeni più eclatanti fra i giovani: il cyberbellismo, ovvero il bullismo attraverso la rete, i social.  Il film statunitense racconta di una giovane ragazza di nome Taylor, che entra per la prima volta nel mondo dei social network per sfuggire ad una situazione scolastica e familiare non facile. Purtroppo le cose non vanno come previsto perché Taylor inizia a ricevere insulti da tutta la scuola e ad essere bullizzata per via di false voci di corridoio sul suo conto, voci che circolano proprio attraverso i social, attraverso la rete.
Il regista tratteggia il ritratto di una ragazza abbastanza ingenua, sensibile e dolce che, a differenza della sua mamma che aveva un carattere molto forte e riusciva a superare quasi tutti gli ostacoli della vita, si rinchiude sempre più in se stessa, vittima di infondate calunnie. Parallelamente alla sua storia c’è quella della sua amica, una ragazza semplice, di cui Taylor si fidava molto, che purtroppo le causerà molti problemi attraverso Internet, tanto che Taylor rischierà anche il suicidio.

Misurata la recitazione che porta i ragazzi ad interessarsi al fenomeno poco alla volta, fino a far comprendere in modo incisivo che anche la persona meno fragile può imbattersi incautamente in questa spirale, che oggi ha condotto tanti ragazzi anche alla morte.
La colonna sonora, adeguata al contesto, riesce a trasmettere il giusto stato d’animo.
Il film è adeguato per tutti i tipi di età, aiuta a farci capire quanto sia pericoloso essere un cyber-bullo, ma soprattutto quanto possa stare male la vittima, tanto da volersi togliere la vita. Il film potrebbe aiutare a farsi coraggio e ad avere maggiore attenzione per chi si cela dietro uno schermo, una tastiera, perché ogni forma di bullismo vince quando costringe la vittima a rimanere sola ed emarginata. In fondo il dolore provocato dal cyberbullo non è diverso da quello provocato da un bullo “reale”. Spesso questa tematica è sottovalutata, perché molti non sanno che le nostre foto fanno migliaia di giri in Internet, per cui dobbiamo stare più attenti a ciò che postiamo. In fondo il film, costruito appositamente per un pubblico giovane, aiuta anche i più grandi a capire come affrontare questo fenomeno, come ci si possa imbattere senza che ce ne accorgiamo nel cyberbullismo e come avvicinarsi al mondo dei giovanissimi, a volte molto fragile.

Classe 3^D scuola secondaria plesso Cirielli

12 Febbraio, 2020

Pubblicato in: In evidenza, Scuola Secondaria, plesso Cirielli